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Il Museo diocesano di Sarzana acquisisce una Santa Lucia cinquecentesca

In occasione della presentazione dell’opera, il professor Egidio Banti illustrerà il ruolo della santa siracusana nella Divina Commedia.

Una nuova tappa di questo scorcio finale dell’anno dantesco sarzanese domenica 12 dicembre, vigilia di Santa Lucia, alle 16.30 al Museo Diocesano di Sarzana dove, in occasione dell’acquisizione di un nuovo dipinto di scuola toscana del XVI° secolo raffigurante appunto Santa Lucia, il prof. Egidio Banti illustrerà il ruolo di rilievo giocato dalla santa siracusana nella Divina Commedia.

Santa Lucia – rispetto alla quale la devozione del Sommo Poeta trova testimonianza nelle parole della stessa Beata Vergine – dapprima condurrà Dante alla porta del Purgatorio e poi – nel Paradiso – sarà mostrata al Sommo Poeta da San Bernardo mentre Ella siede nella candida rosa dei Beati.
La dottoressa Barbara Sisti, direttrice del Museo, terrà una breve conversazione sulle caratteristiche del dipinto di collezione privata che entra al Museo nell’occasione, con cenni sull’iconografia di Santa Lucia nella pittura di devozione con la quale si sono cimentati fra gli altri Del Cossa, Domenico Veneziano e – con varianti più teatrali – Caravaggio e Giambattista Tiepolo. Tutti sono invitati a partecipare muniti di green pass.


La Devozione alla Madonna del Latte attraverso l’Arte

Il Museo Diocesano di Sarzana volta pagina al termine della mostra dedicata a Domenico Fiasella, con un incontro di approfondimento dedicato al tema della devozione alla Madonna del Latte. Silvia Valle Parri, storica dell’Arte di origine spezzina, che vive e lavora a Lugano, presenterà un interessante lavoro di ricerca dedicato a questo particolare soggetto iconografico.

Venerdì 12 novembre 2021, in occasione della riapertura del museo dopo un breve periodo di chiusura, alle ore 17.00, si terrà un incontro di approfondimento sul tema della devozione alla Madonna del Latte, un soggetto iconografico di grande interesse, noto per esempi illustri realizzati da grandi maestri, come il capolavoro di Andrea Pisano, conservato nel Museo Nazionale di San Matteo di Pisa, o la Madonna della Tosse custodita nella chiesa di Santa Trinita a Lucca, un capolavoro poco conosciuto dello scultore lucchese Matteo Civitali.

Un’iconografia mariana cara alla pietà popolare, per la profonda umanità che traspare nell’abbraccio tenero della Madre che allatta il Figlio; un’immagine capace di confortare soprattutto le donne, al di là dell’indubbio valore teologico che rappresenta. L’incontro è l’occasione per presentare il lavoro realizzato dalla storica dell’arte, Silvia Valle Parri, che ha studiato approfonditamente le Madonne del Latte in ambito lombardo, con particolare riferimento al Canton Ticino. Il volume scaturito da questa importante ricerca, dal titolo Madonne del latte. La Senologia nell’arte sacra del Cantone Ticino (stampato nel 2020 per i tipi di Armando Dadò di Locarno), ispirato e voluto dalla Fondazione Pro-Senologia, che premia la ricerca nel suo campo, è stato curato da Silvia Valle Parri (nata alla Spezia, ma vive e lavora a Lugano da molti anni).  

Al termine dell’incontro introdotto da una breve relazione di Barbara Sisti (direttrice del museo Diocesano), sulla presenza della devozione alla Madonna del Latte nell’antica Diocesi di Luni – Sarzana, verrà eseguito il mottetto sacro “Nesciens Mater” di Jean de Hollingue, detto Mouton (1459-1522), uno dei rappresentanti più importanti delle generazioni di compositori franco-fiamminghi che, tra Quattro e Cinquecento, raggiunsero vette di insuperabile virtuosismo nella polifonia sacra. Il mottetto, scritto ad 8 voci in canone quadruplo, verrà eseguito dagli Juvenes Cantores della Cattedrale di Sarzana a parti reali, diretti da Alessandra Montali.

Per una migliore organizzazione dei posti a sedere, si prega di prenotare, via mail,  diocesanosarzana@gmail.com, oppure telefonicamente al numero 0187626174; si ricorda che per accedere al museo è necessario  il Green Pass.

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